Abolizione Ici sulla prima casa

ROMA (Reuters) - L’abolizione dell’Ici sulla prima casa, che Silvio Berlusconi ha promesso di varare al primo Consiglio dei ministri del futuro governo targato centrodestra, ha un costo stimabile in circa 2 miliardi di euro.

L’importo si desume incrociando i dati dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani, con quelli forniti dal governo uscente durante l’esame in Parlamento della Finanziaria 2008.

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 (AGI) - Roma. Il vice presidente dell’Associazione Osvaldo Napoli: “L’operazione sara’ possibile grazie a un fondo che gia’ esiste presso il ministero dell’Interno”. Sono stati Berlusconi e Tremonti, ha sottolineato Napoli, “che ci hanno assicurato la certezza della copertura finanziaria, quindi non abbiamo nessun motivo per essere preoccupati”.
 

Nessuna cifra sull’entita’ del fondo: “L’importante e’ che ci sia e che sia sufficiente a coprire il mancato introito per i comuni”. L’intervento, ha proseguito Napoli, “va nella giusta direzione, visto che l’Ici colpisce soprattutto le classi piu’ deboli. In questo modo la gente si ritrovera’ in tasca piu’ denaro con effetti positivi per i consumi e, a cascata, per tutta l’economia”.

Secondo Napoli, inoltre, il costo dell’operazione, se l’Ici venisse abolita solo per la prima casa, “non rappresenta una grande cifra, poco piu’ di 2 miliardi di euro all’anno, che incidera’ in modo assolutamente lieve sui conti pubblici”. “E’ da considerare anche che l’Ici e’ una tassa ingiusta - ha concluso Napoli - che va a colpire il bene primario di ogni famiglia, la casa. Un bene che rappresenta i sacrifici di una vita”

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